La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 7362/2025, ha sancito un principio fondamentale per la democrazia professionale: il diritto di ogni iscritto a manifestare liberamente il proprio pensiero, anche quando in netto contrasto con le posizioni ufficiali dell’Ordine.
I punti centrali del pronunciamento:
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Fondamento Costituzionale: La libertà di espressione e di dissenso si fonda direttamente sulla Costituzione Italiana (artt. 21 e 33), pilastro della nostra convivenza civile e di ogni norma giuridica.
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Libertà senza confini: Il diritto di dissentire non è limitato al solo ambito scientifico, ma si estende a qualunque opinione, parere o indirizzo politico.
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Indipendenza dall’Ente: La facoltà di esprimere un’opinione personale non è vincolata alle posizioni istituzionali assunte dall’Ordine; le “linee guida” o gli indirizzi politici della maggioranza non possono in alcun modo limitare la libertà di pensiero individuale.
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Illegittimità delle sanzioni: L’uso del potere disciplinare per colpire chi esprime posizioni difformi è stato dichiarato nullo, ribadendo che il pluralismo delle idee è un valore da tutelare, non da sanzionare.
Questa sentenza rappresenta una vittoria per chi crede in una comunità professionale aperta e libera da ogni forma di censura istituzionale.
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