Contrordine 7/7/25
Problemi di rappresentanza
La questione di sei rappresentanti CeP (Cultura e Professione) nelle commissioni del Consiglio, a fronte dei due rappresentanti di Alleanza per la Psicologia, non lascia quieti gli animi dei componenti del Consiglio. Anche nella seduta del 7 luglio la consigliera Bernardini, in occasione dell’approvazione del verbale, ci tiene a precisare, a nome del suo gruppo, che non sono soddisfatti della nostra sottolineatura sulle sei persone che abitano le commissioni dell’ordine, incluso l’ufficio istruttorio. Ora la questione sarebbe l’uso improprio del termine “proposta”: non si trattò di “proposta” da parte di CeP. Di cosa si trattò, allora, che fece sì che SEI rappresentanti di CeP fossero accolti dalla maggioranza AP nelle fila delle commissioni? Di affinità elettive, probabilmente.
Esordio dell’Ufficio Istruttorio.
Il responsabile dell’Ufficio istruttorio, dr. Pietro Stampa, fa il suo esordio nella seduta consiliare portando con sé un certo numero di pratiche di cui propone l’archiviazione.
Il dr. Stampa, che viene a porgere i saluti al nuovo consiglio e a illustrare l’inizio delle attività nella nuova veste (sempre lui è, ma prima era presidente della commissione deontologica, oggi è presidente dell’ufficio istruttorio) ci tiene a condividere con sua grande soddisfazione che diversi uffici istruttori di diversi ordini regionali hanno cominciato a collaborare tra loro , una specie di “ufficio istruttorio ombra”. E qui si vede che la giornata del presidente dell’ufficio istruttorio è cominciata storta. Inizia infatti uno scambio surreale.
Noi: dr. Stampa, potrebbe per favore dirci quali sono gli ordini coinvolti in questa iniziativa?
PS: VenetoEmiliaRomagnaMarcheAbruzzoPugliaBasilicataSiciliaLazioCampania.
[Lo dice così, tutto d’un fiato, sperando forse che non riuscissimo a prendere appunti. Ma la risposta è facile: tutti gli ordini a governo AP.]
Noi: e perché proprio questi ordini?
Presidente: ma non dobbiamo occuparci di questo adesso
Noi: ma se il presidente dell’ufficio istruttorio ci tiene a comunicare noi ci teniamo a capire
PS: non lo so
Noi: come non sa perché proprio questi ordini?
PS: non lo so, non è stata una mia iniziativa
Noi: e perché il nostro ufficio istruttorio è coinvolto?
PS: ripeto, non è stata una mia iniziativa
Noi: e di chi è stata?
PS: non lo so.
(Si ride, ma siamo imbarazzate. Facciamo infatti successivamente presente alla presidente che il presidente dell’ufficio istruttorio deve avere un contegno istituzionale: se racconta di alcune valenti imprese degli uffici istruttori degli ordini a governo AP lo deve fare in serietà, e deve pertanto rispondere seriamente a chi lo interpella. La seduta consiliare non è uno show sui social. )
La presidente, al fine di velocizzare l’iter burocratico, a fronte del fatto che le carte nella carpetta del presidente dell’ufficio istruttorio le avevamo lette prima di entrare in consiglio, propone saggiamente che procedessimo speditamente alla loro archiviazione a meno di segnalazioni, dubbi o disappunti da parte dei consiglieri.
Non fu cosa facile.
La consigliera Bernardini di CeP chiede che in ossequio al regolamento sul rapporto tra ufficio istruttorio e il consiglio, la procedura sia quella letterale della norma, che cioè il consiglio “sentito l’ufficio istruttorio”, decida sui procedimenti. Quel “sentito” diventa che il dr. Stampa debba parlare per richiedere a voce che il caso “tal de’ tali” venga archiviato.
Ma siccome il consiglio deve deliberare su ogni caso, viene di conseguenza che in occasione di ciascuna delibera il dr. Stampa deve uscire dall’aula consiliare, permettere al consiglio di deliberare un’archiviazione scontata, non essendovi obiezioni di sorta, e rientrare per chiedere a voce l’archiviazione successiva. Per sette volte. Una per ogni caso da archiviare. Avanti e indietro.
Nel vivo della seduta consiliare
Ci sono due punti salienti all’ordine del giorno. Istituzione dei gruppi di lavoro e istituzione dell’osservatorio deontologico.
L’esecutivo propone l’istituzione dei seguenti gruppi di lavoro:
- psicologia e scuola,
- psicologia dello sport e dell’esercizio fisico,
- benessere organizzativo,
- psicologia della sessualità e dell’affettività,
- psicologia del turismo,
- psico oncologia,
- psicologia e trasformazione digitale.
Coerentemente con la tradizione AP a colpi di maggioranza, senza discussione, in un’unica delibera siamo chiamati a votare: definizione, obiettivi, composizione, coordinatore, gettoni. E siccome AP si porta avanti con il lavoro, nella stessa delibera vengono anticipati altri 6 gruppi di lavoro, in cui non sono ancora definiti i componenti:
- psicologia giuridica
- psicologia e alimentazione
- giustizia e pratiche riparative
- avvio e sviluppo della professione
- neurodiversità
- psicologia ambientale
Potremmo far notare che a fronte di gruppi come lo sport e l’esercizio fisico non vengono prese in considerazione tematiche tipo la psicoterapia (60% di psicologi sono anche psicoterapeuti) tipo la perinatalità (argomento importante nel nostro ambito) o molti altri che rappresentano il significato della nostra professione.
Noi non siamo stati coinvolti nel processo. Dunque, nessuna possibilità di portare altre istanze, altre visioni, altri spunti, oltre quelli di cui è capace l’esecutivo AP.
(È un peccato, perché nella scrittura del programma noi di Alleanza per la Psicologia abbiamo ragionato a lungo su aree tematiche che sembrano così lontane da questo ordine a guida AP: la psicoterapia, comprese le piattaforme online che erogano questo servizio, che presentano molte zone d’ombra, e sulle quali sembra che in molti abbiano cominciato a dar le cose per scontate, come se le piattaforme fossero un segno del progresso dei tempi, e non interpellasse la comunità sul senso e il modo in cui cambia il nostro lavoro, i nostri setting e la nostra connotazione “libero-professionale”. È un problema serio che non ci sia uno spazio dedicato alla finzione psicologica nei servizi sanitari e nei servizi sociali: una commissione su “salute mentale e terzo settore” alla quale pure partecipiamo, è cosa diversa da un focus dedicato all’evoluzione del profilo psicologico nei contesti soprattutto sanitari – dove stanno avvenendo attacchi alla funzione psicologica e deprezzamenti).
Solleviamo, instancabilmente, la questione di metodo che la vita dell’ordine dovrebbe essere permeabile ad altre visioni oltre quella di AP. Nulla da fare. Continuiamo ad essere estromessi, come gruppo, da qualunque occasione costruttiva. Votiamo perciò contrario. In CeP: qualcuno si astiene, qualcuno approva, poi si cambia: qualcuno approva, qualcun altro si astiene. Non si capisce la logica della posizione di CeP, che appare estemporanea e poco organica.
Sui gruppi da istituire in futuro, CeP chiede quanto siano aperte le composizioni e se si possa entrare nel merito della loro delineazione in termini di obiettivi, visione e strategie. La vice presidente suggerisce di votare la proposta così com’è, lasciando intendere che ci sarebbe la possibilità di includere rappresentanti CeP e Alleanza per la Psicologia e che poi, “dall’interno” si potrebbe cambiarne la fisionomia.
Una domanda: ma perché dobbiamo approvare un provvedimento con l’idea che poi “dall’interno” lo cambiamo?
Abbiamo sollevato questa obiezione e ottenuto la discussione al prossimo consiglio, dichiarando che ci riserveremo di decidere.
Il punto successivo è l’istituzione dell’osservatorio deontologico.
Stessa modalità: pacchetto già pronto.
Alleanza per la Psicologia e CeP chiedono che l’osservatorio sia una proposta maggiormente partecipata e proponiamo l’integrazione della composizione con nostre proposte. La vicepresidente chiede che venga inviato il CV dei nostri candidati e che il CV sia pertinente.
Neuropsichiatrizzazione della scuola.
In un evento che l’ordine organizza e sostiene, la scuola come “luogo di benessere”, si offre una discussione sulle potenziali psicopatologie presenti negli alunni e su come fare a individuarle per tempo e magari anche a trattarle. Noi capiamo bene che la revanche neuropsichiatrica infantile ha già infiltrato le menti di molti nostri colleghi , normalizzando l’idea dello screening psicopatologico e delle problematiche scolastiche legate al funzionamento individuale. Non più scuola come contesto pubblico, sistema di convivenza, microcosmo sociale, luogo di crescita. Un balzo indietro di cinquant’anni, e ci torna in mente la brutta immagine delle classi differenziali , composte da individui disfunzionanti. Votiamo contro.
Altri passaggi salienti non ci sono, ordinaria amministrazione. Potrete consultare il verbale quando sarà pubblicato.
Oltre la seduta consiliare: Incontri
Il 10 luglio abbiamo con piacere incontrato una cinquantina di iscritti, tra nostri sostenitori e simpatizzanti, a cui abbiamo raccontato la nostra esperienza dei primi sei mesi di consiglio.
I colleghi erano contenti, interessati, curiosi. Ci hanno chiesto di continuare con queste iniziative di incontro con gli iscritti e ci siamo impegnati a organizzare un evento ogni sei mesi.